UNA BREVE INTRODUZIONE
La scomparsa della Messa
papale solenne, caratterizzata da uno sfarzoso cerimoniale, misto fra
liturgia ed etichetta cortigiana, è da attribuirsi principalmente
all'avvento della Televisione che, a partire dagli anni Sessanta, sempre
più frequentemente trasmetteva le celebrazioni pontificie. Nel secolo
contrassegnato dalla disfatta delle grandi case reali europee, era
anacronistico, per milioni di telespettatori sparsi nel mondo, vedere il
vicario di Cristo e successore di Pietro entrare, nella Basilica
vaticana, come un sovrano medievale tra squilli di trombe, con tanto di
corona (1),
portato sulla sedia gestatoria con i flabelli
(2)
e attorniato da cortigiani che indossavano abiti da cavalieri spagnoli.
A tal proposito il cardinale Annibale Bugnini, principale artefice della
riforma liturgica postconciliare affermava che “…certi usi medievali,
portati fuori dell’ambiente romano a gente di altre religioni o non
credente, danno luogo ad interpretazioni diverse e non sempre positive.
Il Papa deve apparire a tutti come successore di Pietro, servo dei servi
di Dio e non come un principe del medioevo.”
(3).
In effetti, la psicologia dell'uomo moderno non accettava più quel
miscuglio tra vita cortigiana e rito religioso. Bisognava, inoltre,
sfatare il concetto di Chiesa-regno ed evitare che lo sfarzo delle
cerimonie vaticane nascondesse, in sostanza, l’inadeguatezza della
Chiesa romana ad affrontare le problematiche della moderna società.
Il progetto di riforma della “Cappella papale” fu iniziato
dall’Ufficio delle celebrazioni pontificie nel febbraio 1965, sotto il
pontificato di Paolo VI e si concretizzò gradualmente fino agli inizi
degli anni 70. Scomparvero definitivamente alcune tradizionali figure
tra cui gli assistenti al soglio che affollavano l’altare e il trono del
Papa, il patriziato romano, i corpi armati e i dignitari della corte
pontificia che partecipavano alle liturgie senza alcun compito, furono
rinnovate e semplificate le sacre vesti e le suppellettili, rivisti il
canto e la musica; in sintesi fu ricondotto l'intero canovaccio della
celebrazione ad uno stile semplice ed austero o più precisamente alla
"nobile semplicità" sancita dal Concilio Vaticano II. La riforma di
tutto il cerimoniale romano comportò inevitabilmente, oltre la Messa, la
revisione di molti riti che, di norma, segnano la vita pontificale del
Papa, dai novendiali al conclave, dall'incoronazione ai Pontificali. E
proprio su alcuni di essi, rimasti in vigore fino al Concilio, sarà
incentrata questa ricerca che avrà l'esclusivo compito di descriverne
gesti e cerimonie, evitando di sfociare negli aspetti dottrinali e
teologici che ogni rito porta con sé. Si tratterà di una semplice
esposizione cronologica dei principali momenti di alcune solenni
celebrazioni che, fino a pochi decenni addietro, riecheggiavano sotto la
cupola michelangiolesca.

I RITI
D'INTERREGNO
La morte del
Pontefice e i novendiali
I riti
d'interregno, indubbiamente, sono tra quelli che suscitano maggiore
attenzione ed emozione in tutto il pianeta non solo per l’importanza che
la persona del Pontefice riveste ovunque ma perché nel giro di poche
settimane, suscitano nella Chiesa due sentimenti contrapposti: il lutto
più profondo per la morte del Papa e la gioia più estrema a seguito
dell'elezione del successore. Sostanzialmente la riforma liturgica non
ha intaccato l'«Ordo exsequiarum Summis Pontificis», il complesso
rituale funebre. Il decesso del Pontefice da inizio ai cosiddetti
"novendiali", cioè a nove giorni di lutto solenne; inoltre, da quel
momento, più di un terzo delle alte cariche vaticane vengono ad essere
vacanti.
S'inizia
con una serie di cerimonie, la prima delle quali è la solenne
ricognizione del corpo e la constatazione dell'avvenuta morte. Il
cardinale che ha il titolo di Camerlengo di S. R. C., oppure il decano
del Sacro collegio, se tale carica non è stata assegnata, si reca
processionalmente nella stanza del defunto, insieme ad un notaio e al
maestro delle cerimonie.
Il
cardinale, entrando, si inginocchia e prega accanto alla salma; quindi
solleva il velo bianco posto sul viso e annuncia solennemente :"Vere
Papa N. mortus est".
Dopo la
recita dell'ufficio dei defunti e la benedizione con l'acqua santa, il
prelato firma il rogito di constatazione della morte. Da quel momento,
egli prende possesso dei palazzi vaticani apponendovi i sigilli alle
stanze private dell'estinto di cui, dopo aver spezzato l'anello
piscatorio, provvede alla conservazione delle spoglie terrene. Espletati
questi riti, viene dato l'annuncio ferale alla Corte Pontificia, alla
Curia Romana e all'intera Cristianità.
Alquanto
vistosi sono i segni esteriori che seguono tale avvenimento; le bandiere
del Vaticano sono poste a mezz'asta e la porta bronzea dell'Arco delle
Campane, che da accesso al piccolo stato, è semichiusa. I cardinali
abbandonano le loro sontuose vesti di porpora e indossano, fino
all'elezione del nuovo papa, la veste talare violacea, il rocchetto
semplice sguarnito di ricami e pizzi e la mozzetta nera o violacea. Il "campanone"
della basilica inizia il suono del "mortorio" al quale si aggiungeranno,
ben presto, tutte le campane di Roma e del mondo intero. Anche lo stemma
papale subisce alcune modifiche e le chiavi, segno dell’autorità del
Pontefice, passano nell'arme del cardinale camerlengo che le pone
accollate sopra lo scudo. Infatti sino alla elezione del nuovo papa è
colui che deve amministrare la Chiesa. Con l'assistenza dell'archiatra,
il medico personale del Papa, viene eseguita l'imbalsamazione del corpo
per permetterne la conservazione durante i sei giorni di esposizione,
mentre non è assolutamente consentita l'autopsia. La salma, vestita
degli abiti non pontificali (4)
dal momento del decesso fino al mezzogiorno seguente è esposta nelle
stanze del palazzo apostolico per essere visitata dai familiari
(5)
e dai più intimi collaboratori del Papa.
Dopo
i fatti successi alla morte di Pio XII, una rigida regola vieta di
fotografare il defunto pontefice se non vestito pontificalmente
(6).
La seconda esposizione si tiene nella Cappella sistina dove avvolto
negli abiti pontificali di color rosso,
(7)
il corpo del Pontefice giace per tre giorni di fronte all'affresco del
Giudizio. Nel “sacellum sixtini” si avvicendano, per le visite, i capi
di stato e di governo di molti paesi, il collegio cardinalizio, il
patriziato romano, consoli e ambasciatori accreditati presso la Santa
Sede.
Ma il
momento più emozionante è rappresentato dal pellegrinaggio di milioni di
fedeli che, dal quarto giorno, si accalcano sul sagrato e nella navata
della Basilica di San Pietro per vedere ancora una volta il Santo Padre.
All’uopo,
viene realizzato, di fronte all’altare della Confessione, un imponente
catafalco con drappi di color rosso-violaceo, circondato da alti
candelieri, (8)
su cui è adagiato il corpo. Un manipolo di guardie svizzere e della
guardia palatina (9)
fa servizio d’onore intorno alla struttura.
Incessante è la preghiera per l’anima defunta che si eleva tra le volte
della Basilica: i cardinali presenti in Roma, i canonici del capitolo di
San Pietro e il coro si alternano nella recita dell’ufficio funebre e
delle messe di requiem, sui vari altari del tempio.
Il
funerale solenne è celebrato il sesto giorno dal cardinale decano
dell'ordine dei vescovi che presiede all'ufficio, alla Messa cantata
(10)
e ai riti di chiusura della salma nelle tre casse prescritte.
Il
feretro abbandona la Basilica, passando dalla porta della morte per
essere tumulato nelle grotte vaticane, accanto alla tomba del principe
degli Apostoli e degli altri pontefici. Per i restanti tre giorni, nella
Basilica, continuano le messe in suffragio in attesa degli ultimi
cardinali che, per varie ragioni, non hanno ancora raggiunto Roma.
Note:
-
La tiara, o triregno, era il copricapo del
Pontefice usato nelle funzioni extraliturgiche, in vigore fino al
pontificato di Paolo VI. Le tre corone - forte allusione alla S.
Trinità - significavano che il papa rappresentava le tre Chiese
trionfante, militante e purgante, oppure il dominio sulle regioni del
Cielo, della terra e degli Inferi, o ancora la triplice sovranità del
capo della Chiesa, consistente nella sovranità spirituale sulle anime;
regalità temporale sugli Stati romani; sovranità eminente su tutti i
sovrani della terra.
-
I flabelli papali erano due ampi ventagli
di piume di pavone maschio, muniti di asta, con cui si accompagnava il
pontefice durante gli spostamenti con la sedia gestatoria.
-
A. Bugnini , "La riforma liturgica
(1948-1975)" - Edizioni liturgiche, Roma.
-
Gli abiti non pontificali consistono,
solitamente, nella veste talare bianca, il rocchetto (simile alla
cotta che usano i sacerdoti ma più lungo e con le maniche strette fino
ai polsi) e la mozzetta rossa guarnita di pelliccia d'ermellino.
-
Per familiari s'intendono coloro che sono
insigniti da particolari onorificenze o che assistono alla vita
privata del Papa. La famiglia pontificia si divide in ecclesiastica e
laica. Fanno parte i Protonotari apostolici, i cappellani di S.S., i
principi assistenti al soglio, i camerieri segreti di cappa e spada e
molte altre figure. Alcuni sacerdoti di Casarano sono stati insigniti
di tali cariche onorifiche: Mons. Salvatore Rizzello, per molti anni
vicario generale della diocesi di Nardò, era protonotaro apostolico
mentre i monsignori Raffaele Martina (+), Gaetano Filograna e Decio
Merico sono cappellani di S.S. .
-
Il dottor Galeazzi Lisi, archiatra di Pio
XII, durante gli ultimi giorni di malattia con una piccola "Leyca",
aveva ripreso il papa pallido ed emaciato, accasciato sul lettino, la
testa tra due cuscini, con la cannula dell'ossigeno alle narici e le
palpebre abbassate. La stessa cosa fece al momento della morte
fotografando la salma adagiata sul lettino e rivendendo i negativi ad
un periodico francese.
-
Gli abiti pontificali che il Papa
indossava, prima della riforma liturgica, erano 16: sulla veste
talare, il rocchetto, l'amitto, il camice, il cingolo, il succintorio,
il primo fanone, la stola, la falda, la tunicella, la dalmatica, la
pianeta, il secondo fanone, i calzari e i sandali, le chiroteche e la
mitra o la tiara. Il manipolo veniva indossato al "confiteor".
-
La riforma liturgica ha previsto che
accanto alla salma di un defunto deve ardere soltanto il cero
pasquale.
-
La guardia palatina, uno dei servizi di
vigilanza vaticana insieme alla Guardia Svizzera e alla Gendarmeria
pontificia, è stata soppressa nel 1970.
-
Il messale preconciliare prevedeva una
messa "pro defuncto summo pontifice".
Didascalie delle immagini
immagine n. 1: Pio XII
in abiti non pontificali.
immagine n. 2: Lo
stemma del Camerlengo, durante la sede vacante.
immagine n. 3: Pio XII
fotografato da Galeazzi Lisi, pochi istanti dopo la morte.
immagine n. 4: Pio XII
in abiti pontificali sul catafalco in San Pietro.
immagine n. 5: Il
catafalco circondato dai candelieri.